Il 13 luglio alla Cala Marina VIII edizione della Rievocazione storica: molto più di uno spettacolo!

La storia, la fede, la preghiera, la partecipazione, la comunione, l’entusiasmo, la testimonianza, la bellezza…  La rievocazione storica Nostra Principalissima Patrona è molto più di un mero spettacolo.L'Apparizione

Può apparire tale nella sua scorza esteriore, può offrire questa impressione alla partecipazione banale o allo sguardo offuscato dal pregiudizio; ma una fede che diventa cultura genera anche forme di arte quali rappresentazioni di questo genere. In fondo anche i presepi viventi natalizi, i misteri del Venerdì Santo, le ricostruzioni delle vite dei santi, o i cosiddetti “quadri mariani” potrebbero essere oggetto di questo equivoco: essere ridotti a pittoresca “messa in scena”.

Ma la rievocazione storica è molto di più della suggestiva sequenza di scene, dei caldi colori dei costumi d’epoca, degli sfolgoranti fasci di luce, dei fantasmagorici effetti pirotecnici delle fontane di fuoco danzanti tra cielo e mare, delle emozionanti solenni musiche da concerto nella serale estiva natura dell’avvolgente grembo della Cala. Nel percorso (non lungo) che separa la mia dimora dall’arena delle rose mi chiedo: «Cosa mi spinge in questa serata di un martedì di giugno, dopo una giornata giornalisticamente intensa, pur avendo ancora lavoro da completare (riguardante questo giornale), a recarmi alle prime prove per questa manifestazione? E cosa spinge i tanti altri ad essere presenti? ».

E’ la fede cristiana, il riconoscimento di essere definiti come uomini dal “Frutto” del grembo della Protagonista della rievocazione, la cui presenza è come “inestirpabilmente” piantata nella terra nativa: tale presenza è sinonimo di soccorso e di ausilio, di intervento e di difesa, emblematicamente espressi nella sacra rappresentazione, gratuito gesto di profonda religiosità, di devozione popolare e di offerta filiale alla patrona Maria SS. del Soccorso.

C’è un saldo filo “celeste” che lega la manifestazione, che anche quest’anno (ripetendosi come ottava edizione) avrà luogo martedì 13 luglio, alle 21,30, nella Cala Marina, ai festeggiamenti in onore della Madonna nel mese di agosto, culminanti nella grande processione del 21: il motivo di fondo è lo stesso. E il clima, fatto di volti, di voci, di pensieri e di sentimenti, che si instaura, all’arena o alla cala, alle prove, è quello della comunità ecclesiale, vero soggetto realizzatore dell’evento, nelle sue articolazioni più varie e nei suoi toni più diversi, ma nell’unione delle volontà e nel riconoscimento del carisma di ciascuno.

Circa 800, tra figuranti, coristi e collaboratori, le persone attivamente coinvolte, e la partecipazione è aperta a tutti. Il moderatore dell’interparrocchialità castellammarese don Franco Giuffrè, parroco di S. Rita e presidente dell’associazione Nostra Principalissima Patrona (unità operativa per l’attuazione della manifestazione) commenta: «E’ un momento di testimonianza di fede, ma, in un mondo disgregato, vuole essere anche momento di comunione».

L’ideatore-regista-narratore Baldo Sabella afferma: «Nel risultato del nostro lavoro riconosciamo un “di più” che non è a noi riconducibile, prova che questa sacra rappresentazione risulta gradita al Signore e alla Madonna. Pur non essendo realizzata da professionisti, presenta un esito che travalica le nostre capacità, per il valore aggiunto della fede e della carità, che lo rende momento di preghiera, di riflessione e di testimonianza, così da non essere un mero ricordo nostalgico, ma in qualche modo il “riaccadere” di quell’avvenimento eccezionale di presenza mariana nella vita di ciascuno noi! ».

Non si possono non ricordare le parole dell’amico Nino Bambina (castellammarese residente a Monza): «La rievocazione Nostra Principalissima Patrona è un rito popolare festoso, che fonde bellezza e pregnanza di significato; la sua eccezionalità consiste nella portata educativa che “miracolosamente” ha svolto e svolge: ridestare nel popolo, ri-evocare (richiamare alla coscienza e al cuore) quei sentimenti di appartenenza a Maria, e quindi a Cristo e alla  Chiesa».

Manlio Buscemi

(da Il faro del 15 giugno 2010)

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